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Cosa resterà degli anni ’80

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Ieri sera ero al cinema con alcuni amici, e nella sala giochi abbiamo visto una di quelle macchine mangia-soldi con dentro i pupazzetti da catturare. C’era dentro un Hello Spank natalizio. Ora. Qualcuno avrebbe la decenza di spiegarmi che necessità ci fosse di rendere ancora più triste un cangnolino che, di per sé, è stato uno dei cani più sfigati della storia dei cartoni animati? E di renderlo, se possibile, ancora più con la faccia da pirla? Voglio dire, un cane con la faccia quadrata, gli occhi a X e che passa ¾ di una puntata a chiamare “Iaia” (la sua padrone, che anche lì, che nome è???? Ma vabbè, son giapponesi…) e a piagnucolare perché o lei non lo caga, o muore qualcuno o se le prende da un gatto che rincorre una gattina bianca che zoccoleggia qua e là, NON E’ un personaggio educativo per i bambini.

E se proprio vogliamo guardare i cartoni animati degli anni ’80, non è che fossero esattamente tutti educativi. Facciamo una breve carrellata di quelli che mi ricordo.

I Puffi: cosettini blu tutti amici, che insegnano l’amore e la fratellanza, che combattono contro un mago fetente (che io ho sempre pensato essere una strega) che si accompagna ad un gatto con problemi alle corde vocali . Questo ci sta: fratelli che si uniscono per combattere il cattivo. E in fondo in fondo anche gli Snorky.

David Gnomo: credo che, insieme a “Esplorando il corpo umano”, abbia fatto nascere molti medici e veterinari. Ci sta.

Sibert e Rascal: a parte il fatto che i protagonisti erano una foca dai superpoteri ed un orsetto lavatore dall’intelligenza sopravvalutata, i cartoni me li ricordo piacevoli.

Lady Oscar: lampante esempio di “come fare outing facendoci anche una figura della Madonna” e di “noi genitori abbiamo qualche difficoltà ad accettare una figlia femmina”. A me piaceva per via di tutti quei costumi, l’epoca in cui era ambientato, i capelli di Lady Oscar, ma quando ha cominciato ad essere innamorata e a flirtare con nonmiricordocomesichiama, avevo le idee un po’ confuse.

Sarah Lovely Sarah: una bambina multimiliardaria rimane orfana e nel collegio dove viene mandata si radunano i peggio sadici della Terra. Meno male che si riscatta nel finale.

Il sogno di Maya, Mimì e simili: anche qui i sadici non mancano, e nemmeno i masochisti. Due ragazze che per raggiungere il loro sogno sono disposte a qualsiasi cosa, perfino a diventare una sedia e allenarsi nel bagher con le catene ai polsi; ma perché?

Georgie: non sembra un po’ prematuro spiegare a dei bambini di 5 anni che cos’è l’incesto?

Candy Candy: gli orfani a quanto pare erano l’argomento del giorno. E Murphy forse era già famoso, ma noi non lo sapevamo.

Dolce Signora Minù, Memole, Ranma ½: esattamente, quelle creature, di cosa si facevano? Vedevano il mondo più piccolo o comunque, diciamo, distorto, e poi tornare normale, a seconda di quando l’effetto della sostanza svaniva, e davano la colpa ad un cucchiaino, agli extraterrestri e all’acqua: ah –ah. Non vale approfittarsi dell’ingenuità dei piccoli. Prima o poi se ne accorgono.

Occhi di gatto e Lupin: niente da dire, dei capolavori, tranne il fatto che mi veniva voglia di diventare una ladra fighissima in tutina nera o sperando che mi crescessero due tette così alla Margot.

Filone Creamy, Magica magica Amy, Evelyn, Jem, Sandy, ecc. : quelli ci hanno rovinato. Li adoravo, e anche tutte le mie amichette li adoravano, ma i nostri genitori credo siano diventati scemi a spiegarci che in realtà non esistevano bacchette magiche, che non potevamo trasformarci in qualcun altro a nostro piacimento, che se qualcuno ci diceva il contrario non era il caso di credergli e di non accettare caramelle da lui, che non potevamo volare, in nessun modo e per nessun motivo.

Filone Robot: di questi non me ne intendo molto, li guardava di più mio fratello, ma mi ricordo che erano esseri enormi (e poi ci lamentiamo che gli uomini soffrono di invidie delle dimensioni), che si trasformavano, e per lo più facevano del bene. Più o meno ci stavano.

Ken shiro, He-man, I cavalieri dello Zodiaco et similia: anche questi li guardavo relativamente poco, ma penso abbiano fatto nascere complessi di inferiorità o voglia di diventare dei figaccioni palestrati ai nostri amichetti.

Oltre i cartoni animati, gli anni ’80 ci hanno regalato delle perle di telefilm, che trasudavano buonismo in ogni puntata, che comunque mi hanno regalato dei bei momenti. Tra i miei preferiti, in assoluto, Happy Days. E non si discute.

Poi, non so bene perché, amavo Magnum P.I. e Supercar, tanto che da piccolissima era l’unica che li guardava in casa e mi relegavano a guardarlo in cucina con la televisione in bianco e nero (quella che per cambiare canale dovevi alzarti).

Gli anni ’80 sono stati anche il magico periodo dei telefilm “di famiglia”: i Robinson e i Jefferson, i secondi mai guardati, i primi riscoperti solo da un po’ più grande perché mi annoiavano. Ma i migliori sono stati Casa Keaton, Super Vicky, Baby sitter (dove recitava un bellissimo Chucky di Happy Days adulto), e anche quello dove c’era M.J. Fox, ma non mi ricordo il titolo. E anche il filone pseudo-fantasy non era male: Ivy, che fermava il tempo unendo gli indici, Alf, l’extraterrestre peloso di cui non si vedevano mai i piedi e che mangiava i gatti, WonderWoman con la sua cintura alta da mozzare il respiro, Batman (SOCK! POW! OUCH!), Ralph Supermaxieroe, con un giovanissimo Robin Williams!

Gli anni ’80 non saranno stati i migliori, ma ragazzi, guardate come siamo diventati oggi!  :D